L’ABC…alimentazione, buon sonno, capricci!

Quando compriamo una nuova libreria, sappiamo che il libretto delle istruzioni ci spiegherà in modo dettagliato come doverla assemblare. Nulla è affidato al nostro intuito, e siamo sicuri che saremo capaci di montare tutti i singoli pezzi.

Dopo il parto, nessuno ci dà in dotazione un manuale di istruzioni. Anche se è difficilissimo gestire quell’ “esserino”, dobbiamo sapere come fare, proprio per il fatto di esserne i genitori.

Il periodo successivo al parto è un momento di grande fragilità emotiva per la madre: in tale momento si circonda di pareri differenti che la possono sostenere in una fase così delicata.

Nella fascia 0-3 anni i problemi più ricorrenti per i neo genitori sono l’alimentazione, il sonno e la gestione dei capricci del bambino.

In questa prima puntata parleremo di alimentazione.

La paura più frequente delle neomamme (che spesso si insinua già in gravidanza) è quella di non riuscire a produrre abbastanza latte per il proprio figlio. E’ importante chiarire un punto fondamentale: per allattare non serve avere “tanto latte”, ma serve avere il “giusto latte” per il proprio bambino. Paradossalmente averne troppo sarebbe un problema!

Ci sono due buone notizie all’orizzonte. Nella maggior parte dei casi si tratta di un falso allarme: il latte c’è, ma la madre pensa di averne poco. Anche quando questa realtà è conclamata, i casi spesso sono risolvibili con semplici accorgimenti.

Affinchè la produzione di latte sia adeguata alle esigenze del bambino seguiamo alcuni punti fondamentali:

  • L’allattamento deve essere a richiesta, cioè il bambino deve poter poppare tutte le volte che vuole e per tutto il tempo che vuole. Più il bambino si attacca al seno più latte si produce. E’ bene sapere che i bambini non poppano a intervalli regolari. In un certo momento della giornata potrebbero fare brevi poppate ravvicinate, per poi fare poppate più lunghe e distanziate.
  • L’allattamento deve essere esclusivo per i primi sei mesi, in seguito i cibi diversi dal latte affiancheranno (e non sostituiranno) il latte materno, tenendo presente che il latte materno resta l’alimento fondamentale fino all’anno di vita del bambino.
  • L’attacco al seno del bambino deve essere corretto, in modo da garantire un’adeguata stimolazione del seno, un’adeguata assunzione di latte da parte del bambino e per evitare la formazione di spiacevolissime ragadi.

Con lo svezzamento, si verificano poi importanti cambiamenti nell’alimentazione del bambino: vengono introdotti gradualmente tutti gli alimenti e dalle pappe si passa ai cibi solidi. Compito del genitore è quello di far seguire al bambino una corretta alimentazione e invogliarlo a mangiare tutto ciò che è importante per crescere. Verso i 2 anni, per il bambino l’esercizio della propria autonomia sulla scelta dei cibi, diventa un “gioco interessante”, con la possibilità che si trasformi nella capacità di fare pressione e di acquisire potere nella relazione con l’adulto.

La tavola è il luogo perfetto per “avere il coltello dalla parte del manico”!

Le regole standard che un genitore cerca di stabilire a tavola sono generalmente:

  • imparare a mangiare da solo;
  • finire tutto ciò che c’è nel piatto e poi alzarsi da tavola;
  • evitare di giocare con il cibo;
  • mangiare ciò che propone il genitore.

Per fare rispettare queste poche regole, l’adulto usa diverse strategie, ma la principale è l’esortazione: insistendo, corrompendolo o facendo confronti con i bambini meno fortunati. Spesso tali strategie risultano però inefficaci.

Le tipiche indicazioni fornite ai genitori in questa fase sono quelle dell’osservare senza intervenire e il vietare per ottenere. La mamma dovrà mettere in atto piccoli boicottaggi: fare porzioni minime nel piatto, dichiarare che certi cibi sono solo per grandi o non apparecchiare per chi non ha appetito. Commettere errori volontari in modo sistematico nell’attività che si sta svolgendo corrisponde a frustrare il sintomo, spingendo il bambino ad abbandonare la sua rigida posizione assunta fino a quel momento.

Far venire l’acquolina al bambino prendendolo per la gola capovolge i ruoli della relazione: non è più il genitore che insegue il bambino, ma è esattamente il contrario!

  • Dott.ssa Marta Spagnolini
  • Psicologa psicoterapeuta
  • Psicoterapeuta ufficiale del Centro di Terapia Strategica S.r.l. mail:marta.spagnolini@gmail.com

BIBLIOGRAFIA

  • Aiutare i genitori ad aiutare i figli, Giorgio Nardone, Ponte alle Grazie.
  • Modelli di famiglia, G. Nardone, E. Giannotti, R. Rocchi, Tea.

6 pensieri riguardo “L’ABC…alimentazione, buon sonno, capricci!

  1. Non ho allattato per scelta. Avevo dolori e sanguinamenti tra l’altro. Non mi sento per questo una cattiva madre. Non ho mai avuto problemi riguardanti il cibo per fortuna, ma devo dire anche a volte alcuni trucchetti li ho usati anche io. Assieme a prodotto sempre bio e a km zero. Se si ha una buona alimentazione già da piccoli il sistema immunitario ne beneficia al massimo. Mi figlia infatti non si ammala mai.

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