Viaggi o vacanze?

Prima di proseguire con articoli di tipo “organizzativo” voglio farne uno un po’ filosofico.
Quando si parla di genitorialità e bambini in alcune mamme e papà, alle volte, scatta una sorta di competizione al caso umano.
C’è sempre chi è messo peggio di voi, se hai un figlio molto agitato, ci sarà chi avrà un bimbo più agitato del tuo; se hai un figlio che fatica a dormire qualcuno vi racconterà aneddoti sul suo, chi non mangia altrettanto; se hai un figlio solo, c’è chi ne ha due, tre, quattro e così via.
Alla gente piace lamentarsi o trovare giustificazioni, lo facciamo tutti ogni tanto, non c’è nulla di male.
Nel mio lavoro di bambini di varie fasce di età ne ho visti e ne vedo molti.
Ogni bambino è un meraviglioso universo a se, ma di solito quello che per un genitore è GIUSTAMENTE una cosa unica, speciale e saltuariamente ingestibile, per un addetto ai lavori non è così eccezionale (bambini veramente particolari a parte). Bimbi descritti come “mostri”, adeguatamente stimolati si rivelano pieni di curiosità.
Ogni genitore fatica a trovare un equilibrio tra vita di coppia, eventuali altri figli, gestione del neonato, vita lavorativa, vita sociale ed economicamente.
Giusto o sbagliato quando si parla di bambini e famiglia sono quindi concetti molto personali e l’importante è riuscire a trovare un equilibrio adatto a voi.
Nel mio blog parliamo di viaggi quindi ora toccherò un tema che può essere visto da molte prospettive e che non ha la pretesa di essere la visione giusta: è la mia.
Viaggi o vacanze? Per quanto mi riguarda la differenza, è abissale, quasi filosofica.
Quando parlo di viaggi, in questo caso di viaggi con i bambini, mi riferisco a un certo genere di esperienza.
Nella mia vita ho provato, tranne il viaggio a piedi o in bici perché sono pigra, tante tipologie possibili: villaggio turistico, tour organizzato, soggiorno stanziale al mare/montagna/collina/città, viaggi enogastronomici, viaggi itineranti di varia natura come fly and drive, viaggi avvalendomi di mezzi pubblici, viaggi con driver, crociere, ecc.
Ho dormito in tenda, ostelli, case condivise, b&b, bungalow, rifugi, appartamenti, hotel e hotel di lusso.
Per motivi economici e di tempo non vado mai all’avventura ma organizzo tutto nei dettagli, dato il mio lavoro, ho le ferie in periodi programmati, non posso permettermi di improvvisare e poi onestamente non è nella mia natura.
Nel corso della mia vita sono quindi giunta a questa conclusione: il viaggio è una cosa, la vacanza un’altra.
C’è chi dopo un anno di lavoro vuole solo sdraiarsi a non fare niente e chi si avventura in trekking sui monti: non c’è in assoluto un giusto o uno sbagliato ma c’è quello che fa stare bene. Semplicemente sono concetti diversi e sono belli entrambi.
Data questa premessa, io amo viaggiare e per viaggiare intendo andare in un luogo e sentire, mangiare, bere, fare tutto quello che quel posto ha da offrire, amo esplorare, osservare le persone che lo vivono, conoscere e capire.
Citando la mia cara amica Elisa: “Non bisogna per forza andare dall’altra parte del mondo!”. Soprattutto i veri viaggiatori li riconosci: sono persone che parlano con entusiasmo anche delle disavventure e che ridono anche delle esperienze più disastrose.
I viaggiatori sono aperti al mondo, non dicono mai di no a un’esperienza. Ad esempio mi viene in mente un’amica che con il suo compagno non perde occasione di esplorare ogni angolo di questo pianeta, parla con entusiasmo, ha la luce negli occhi quando ti racconta le sue avventure. Cosi, per me, è un viaggiatore. (Ciao Simo!)
Muoversi con bambini richiede motivazione, impegno e raziocinio.
Nel mondo milioni di famiglie, più o meno numerose, lo fanno. Non lo dico io, basta girare un po’ e lo vedete con i vostri occhi. Tutti milionari? I nord europei hanno qualcosa nel DNA che li rende più viaggiatori degli altri? IO non credo.
Viaggiare con i bambini non dipende dal numero di figli ma al massimo da un discorso economico, dalla motivazione e dall’organizzazione. In giro per il modo vedo famiglie numerose di tutte le nazionalità che si muovono agili come gazzelle. Non dico che sia facile dico solo che è fattibile. Personale è invece la scelta di dove andare e cosa fare. Vacanze o viaggi? Fate quello che vi rende felici e che le vostre tasche consentono ma non trovate giustificazioni.
Nei prossimi post parlerò quindi di come organizzare viaggi e vacanze. Io cerco di farlo con molta economia e raramente mi affido ai tour operator o alle agenzie. Detto ciò dovete quindi perdonarmi se non parlerò molto di villaggi turistici, non li amo, anzi mi fanno venire l’orticaria: odio l’animazione, odio il gioco aperitivo e le varie attività; non capisco spendere cifre esorbitanti per andare dall’altra parte del globo e poi non uscire mai dal villaggio (fatta eccezione per alcune mete tipo Maldive, ecc). Non fanno per me, ma li capisco, perché alcune volte, con bambini poi è ancor più comprensibile, si cerca il relax ed è sacrosanto provare a riposarsi almeno una volta l’anno.
Nel caso qualche operatore turistico che legga il blog voglia provare a convincermi regalandomi un soggiorno non sono schizzinosa ne? Posso sempre ricredermi nel caso! Sono molto open mind.
Sperando di non perdere tutti i follower dopo questo articolo, potete insultarmi volendo, ma NON TOGLIETE IL LIKE, ci “leggiamo” al prossimo post, parlerò di viaggi in macchina.
Stay tuned.

4 pensieri riguardo “Viaggi o vacanze?

  1. Solitamente in Europa o in determinate mete in cui mi sembra fattibile (ad esempio singapore e Bali)faccio come te…organizzo tutto da sola. appoggiandomi poi a guide locali…per quando riguarda l Africa invece ho sempre fatto villaggio o b&b con tour operator anche se poi le mie giornate sono tutte fuori in escursione (con locali)e la struttura mi è utile unicamente per la sera e l’ assistenza italiana in caso di necessità medica(È la parte che mi preoccupa di più quando sono lontana da casa e dovrò farmi coraggio quando arriverà Greta).Detto questo quindi anche il villaggio può essere vissuto secondo me in 2 modi:gente che non si muove al di fuori e mi chiedo che senso abbia oppure come comodità per pranzo e cena e vita serale…la mia difficoltà sarà scegliere la tipologia migliore con la piccola…mi vorrei riposare senza dover sbattermi a cucinare almeno per una settimana😅d altro canto l appartamento è più comodo quando sarà ancora piccina…come te amiamo le vacanze itineranti o cmq muoverci e visitare facendo base..aspetto con ansia i tuoi post per prendere spunti e consigli!l anno prossimo ho già in mente un bel giretto o in Puglia o in Sicilia con qualche giorno a tappe e devo capire come organizzarmi e quali strutture siano più adatte!accetto consigli!

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    1. Come scrivevo nel post non c’è in assoluto un giusto o uno sbagliato. Dovete trovare un equilibrio che vada bene per la vostra famiglia. Sicuramente appoggiarsi a tour operator e professionisti del settore semplifica il tutto. Le competenze non si improvvisano ed è il loro lavoro. Io, tendenzialmente, faccio tutto da sola ma è una scelta personale. Prossimamente scriverò post su come mi organizzo io. Spero che qualcosa possa tornare utile 😊

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  2. Non sei l’unica con l’orticaria ai villaggi! Noi da sempre cerchiamo di esplorare il mondo con i loro occhi (e con le loro gambe, soprattutto, che vuol dire stare anche ai loro ritmi e rallentare quando si vuole assaporare un momento).
    Per noi la vacanza ideale implica soprattutto del tempo insieme senza la scansione degli impegni quotidiani.

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    1. Bellissimo concetto: rallentare e stare insieme senza gli impegni quotidiani.
      Tempo di qualità.
      Poi per carità le vacanze ci stanno. Io, ad esempio, ad Agosto farò una settimana relax e un viaggio a Oslo. Ci vuole equilibrio.

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