Il bambino rompipalle

Prima di parlare di “bambino rompipalle” dobbiamo necessariamente soffermarci un attimo a riflettere.

I bambini non sono alberi: piangono, ridono, si muovono, richiedono attenzioni, sbavano e saltuariamente puzzano anche un po’. Hanno il diritto di fare tutte queste cose.

A chiunque è capitato di trovarsi in un posto ed essere vicino a bambini che fanno casino, tutti (non facciamo gli ipocriti) almeno una volta siamo stati infastiditi da urla e pianti.. capita. Il “problema” si accentua negli spazi limitati perché non si può scappare: quelli che non hanno proliferato, dopo un po’, iniziano a guardare male, magari fanno dei sorrisi di circostanza, ma internamente un pochino vi odiano; mentre i genitori iniziano a manifestare imbarazzo. Date queste considerazioni, i genitori però, non devono neanche chiudersi in casa per la paura di quello che può capitare.

Nel caso specifico di questo blog parliamo di viaggi e quindi della gestione dei bambini in viaggio

Per continuità con i post precedenti mi soffermerò a parlare del viaggio aereo, ma queste dritte possono valere per tutti gli spostamenti medio-lunghi su mezzi di trasporto pubblici.

La fascia 0-3 anni è un universo di mutamenti, un abisso profondo come un oceano, spiegarla in un post di un blog in quattro parole è un inferno, quindi la banalizzerò all’estremo. Non me ne vogliano i pedagogisti, ma semplificherò tutto fino a far accapponare la pelle. Per farlo cercherò di dividere i bambini 0-3 in gruppi molto basici e punterò sulla simpatia.

  1. “GLI INVERTEBRATI”: tendenzialmente è la fascia 0-6 mesi, prevalentemente non riescono ancora a stare seduti, sono spesso quasi esclusivamente allattati, rispondono a bisogni primari (fame, sonno, bisogno di contatto, dolori vari). La gestione di questo gruppo è la più facile. I genitori devono rispondere a questi bisogni e imparare a gestire il pianto in mezzo alla gente. La prima regola è la solita: state tranquilli. I bambini sentono le vostre emozioni, se sarete agitati, probabilmente lo saranno anche loro.
    Il nano piangerà prima o poi, mettetelo in conto, voi non dovrete far altro che ignorare le persone intorno a voi e concentrarvi sulle necessità di vostro figlio, come fareste in qualsiasi altro ambiente. Certo è più facile a dirsi che a farsi ma è tutto qui. Una volta risposto al suo bisogno, si calmerà e voi avrete vinto la vostra personale battaglia di gestione del neonato.
  2. “STEWIE GRIFFIN”: dopo i 6 mesi fino a 2 anni circa, sono esteticamente più carini, goffi, cicciotti, stanno imparando lentamente a gestire il proprio corpo con una tenerezza alle volte disarmante, i primi passi, alcuni le prime parole e hanno un crescente e affascinate aumento della potenza vocale. Oltre ai bisogni primari iniziano ad avere necessità di attenzioni maggiori e stimoli. Viaggiano ancora in braccio. Come gestirli? Per mia praticità li inglobo con l’ultimo gruppo.
  3. “CHUCKY LA BAMBOLA ASSASSINA”: fino ai 3 anni. Padronanza del corpo sempre crescente, dialettica in miglioramento, livello di attenzione necessario nei loro confronti massimo, richiesta di attenzioni massima, loro soglia di attenzione minima. Hanno diritto al posto a sedere quindi scegliete strategicamente.

Anche per il gruppo due e il gruppo tre vale la sempre cara regola del gruppo uno: cercate di essere serafici e calmi come un monaco buddista sulla via dell’illuminazione, perdere il controllo non serve a nulla, voi siete più forti. CONTINUATE A IGNORARE LA GENTE, voi siete i genitori, imparate a emanare sicurezza, sapete cosa fare.

Non lo sapete? Siamo qui apposta.. vediamo cosa fare per migliorare la gestione.

Prima di tutto disponetevi bene, soprattutto se avete più figli delle varie fasce d’età. Non siete obbligati a stare seduti vicino al partner, ricordatevi la strategia del “dividi e conquista”. Disponeteli e disponetevi in base al loro temperamento: vicino al finestrino quelli tranquilli, lato corridoio gli irrequieti e via discorrendo (in tal caso il genitore due si dispone sull’altro lato del corridoio, ecc.). Insomma quando fate la prenotazione dei posti a sedere, riflette e usate tattica militare.

Ricordatevi che se il viaggio è notturno sarete avvantaggiati perché alla fine i bambini tendenzialmente dormiranno, in caso contrario alternatevi con il vostro partner in modo tale che almeno uno di voi sia, in parte, lucido e operativo.

Vi ho già indicativamente spiegato come organizzarsi in modo tale da poter rispondere a qualsiasi bisogno di natura fisiologica, quindi ora ci occuperemo del lato “intrattenimento”.

Preparate per loro uno zainetto dei giochi magari inserendone uno nuovo a sorpresa. Puntate sul colpo di scena preparando una serie di oggetti e attività per intrattenerli.

Le idee sono infinite e il limite è la fantasia ma ad esempio: oggetti transizionali vari, la lavagna magica che stimola ma senza imbrattare tutto di colori, pigiamini e idoli vari, quaderno e matite colorate, i libri sensoriali come i quiet book che hanno parti attacca/stacca, libri da leggere tutti insieme (il catalogo Nati per leggere ne consiglia di meravigliosi), puzzle a mosaico da viaggio, ecc.

Molto pratici e utili, sia in aereo, ma anche su qualsiasi altro mezzo, sono i vassoi da viaggio.

Allego come esempio questo a tavolino ma ci sono anche a valigetta:

Cercate di proporre i giochi e gli intrattenimenti in modo graduale, non tirate fuori tutto insieme e imponete del tempo tra un’attività e l’altra altrimenti vi brucerete tutto subito.

Tablet e affini possono essere utili per un periodo limitato. Siamo nel 2019 i bambini crescono immersi in tecnologie impensabili per le generazioni precedenti. Un uso ponderato non vi rende cattivi genitori e insegna ai bambini stessi la moderazione.

Evitate per la gioia di tutti giocattoli rumorosi e fastidiosi.

In aereo allacciare le cinture di sicurezza è indispensabile. Ne va della sicurezza di chi viaggia. Questo, però non vuol dire che sarete obbligati a rimanere incollati al sedile per tutto il tempo. Quando il segnale sarà spento, nel caso uno dei nani fosse irrequieto, alzatevi e fate due passi, ma sempre nel rispetto degli altri passeggeri e degli assistenti di volo. Se avete più figli fateli alzare a turno.

Portate nel bagaglio a mano qualche snack nel caso in cui abbiate nani completamente svezzati, possono tornare utili e non sempre i tempi del servizio sui voli combaciano con le esigenze dei più piccolini.

Molte compagnie aeree spesso, però solo chiedendolo esplicitamente, offrono gadget e souvenir per i più piccoli. Le iniziative sono molte, chiedete agli assistenti di volo se la compagnia con cui vi muovete ne offre qualcuno.

Per il primo volo, ad esempio, è carino il diploma di battesimo di volo, basta richiederlo e le molte compagnie lo preparano direttamente a bordo.

E’ motivo di vanto per noi genitori, soprattutto quelli viaggiatori, ma in generale è un bel ricordino da incorniciare in cameretta con una foto. Potete anche considerarlo un trucchetto per far stare buoni i bimbi più grandicelli. Se si comporteranno bene, alla fine del viaggio, riceveranno un attestato che certifichi il loro primo volo.

Se volete essere sicuri di averlo, potete stampare a casa e portare direttamente a bordo il diploma del mio blog.

https://travelingmonkey142460805.files.wordpress.com/2019/05/battesimo-di-volo-travelingmonkey.pdf

Altre compagnie invece danno il passaporto dei viaggi in cui indicare tutti i voli che i bambini prendono con date, tratte e firme.

Buon viaggio e “May the Force be with you

Un pensiero riguardo “Il bambino rompipalle

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